Il prossimo 25 maggio 2018 entrerà in vigore il cosiddetto GDPR e porterà novità a tutte quelle aziende ed enti che trattano, a vario titolo, dati personali.
Fra le più significative novità introdotte dal Regolamento va certamente annoverata l'introduzione – ai sensi dell'articolo 37 – di una nuova figura, quella del Data Protection Officer (cd. DPO), il "responsabile della protezione dei dati" (che si aggiunge e non sostituisce nessuna di quelle esistenti, quali il Titolare, il Responsabile, l’Incaricato ...).

Il DPO costituirà all’interno dell’ente il rappresentante dell’Autorità di Controllo (oggi chiamata Garante Privacy) e, simmetricamente, il rappresentante dell’ente presso l’Autorità di Controllo. Si comprende quanto il ruolo sia critico ed impegnativo, anche per le nuove, più consistenti e certe sanzioni, non solo in caso di “data breach”. L’importanza del ruolo è ben rappresentata nel Regolomento, che lo descrive come figura terza ed indipendente, di alta professionalità, da scegliere accertandone le competenze ed evitando la cosiddetta “culpa in eligendo”, che rende automaticamente inefficace la nomina e conseguentemente inadempiente l’ente.

Per fornire un supporto completo sul tema GDPR abbiamo integrato le nostre competenze tecnologiche con quelle di una rete di professionisti di formazione giuridica, avvocati esperti del diritto della protezione dei dati personali, che collaborano stabilmente con noi, per affrontare la materia a tutto tondo.

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Il progetto di ricerca H2020, UMOBILE, sta volgendo a termine ma è appena cominciata la fase di divulgazione ad un pubblico non tecnico degli importati risultati ottenuti.

Il Consorzio sta organizzando vari eventi e workshop per dimostrare l'uso delle diverse applicazioni e dei servizi sviluppati durante il progetto con l'obiettivo di aumentare il livello generale di conoscenza e consapevolezza sulla capacità di UMOBILE di estendere Internet geograficamente, funzionalmente e socialmente.

Uno di questi eventi è stata la demo finale presentata in Italia, con il patrocinio del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Umbria. Attraverso una dimostrazione tenutasi all'aperto, è stato mostrato come superare una connettività bassa o assente, consentendo così, agli utenti, di comunicare, specialmente in situazioni di emergenza come quella simulata durante la demo.

Un ampio pubblico di agenzie di protezione civile, professionisti, industriali e altri potenziali utenti dell'architettura UMOBILE ha partecipato all'evento; la TV nazionale ha trasmesso le notizie su diversi canali regionali. In termini di diffusione dei risultati del progetto, questa copertura mediatica ha permesso di raggiungere un grande pubblico.

 

Nel progetto di ricerca H2020 UMOBILE, alcune Università ed Aziende europee rimodellano ciò che gli utenti intendono come connettività

Nell'ambito del Programma di ricerca europeo Horizon 2020, sta per essere completato il progetto internazionale UMOBILE. Durante la sua demo finale, che si terrà in Italia (tra Foligno e Norcia) nei giorni 17 e 18 aprile, verrà dimostrato uno dei risultati più importanti del progetto: estendere la connettività in situazioni di emergenza, nelle aree remote, o durante un black-out Internet.

In questi casi critici, la tecnologia UMOBILE consente la cooperazione automatizzata tra una serie di parti coinvolte. Nella gestione delle crisi, grazie alla possibilità di comunicare e ricevere informazioni, si ottiene un coordinamento affidabile tra le squadre di soccorso ed una comunicazione efficace con i cittadini.

Il progetto UMOBILE unisce avanzate tecnologie emergenti (ICN e DTN) per consentire "comunicazioni opportunistiche", consentendo gli utenti (mobili) di comunicare comunque, in modo generalizzato o solo per rispetto ai contenuti di interesse e per i loro circoli di fiducia ("trusted circles").

The UMOBILE idea
The UMOBILE idea